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Betelgeuse: facciamo un po’ di chiarezza.

Negli ultimi mesi si è diffusa la notizia per la quale Betelgeuse, la seconda stella più luminosa della costellazione di Orione, è in procinto di esplodere.
Betelgeuse è la stella supergigante rossa più vicina alla terra, distante circa 600 anni luce; cercando di confrontare le dimensioni con il nostro Sole, consideriamo che se Betelgeuse stesse al posto del nostro Sole, la sua superficie si estenderebbe fino a Giove.

Quello che si osserva negli ultimi anni è una variazione abbastanza visibile della sua luminosità in cielo, la stella infatti sembra essersi “spenta” ovvero la sua magnitudine è crollata ad un valore attorno a 1,50.
Quello che molti non specificano però è che Betelgeuse è una stella pulsante variabile con periodi che vanno dai 2070 ai 2355 giorni; una stella variabile pulsante è una stella che presenta una variazione appunto abbastanza regolare della sua luminosità, dovuta all’alternanza di fasi di espansione e di fasi di contrazione dei suoi strati più esterni.
Fino a qui sembrerebbe essere tutto nella norma in quanto appunto Betelgeuse, come altre stelle, è soggetta a più o meno regolari periodi di minima luminosità e di massima luminosità.

Quello che però sta facendo discutere negli ultimi mesi gli esperti e gli astronomi amatoriali in generale è che effettivamente la stella sta perdendo una grande quantità della sua luminosità, più del normale ciclo di minimo e di massimo, come possiamo ad esempio vedere molto bene dalla strepitosa immagine del VLT (Very Large Telescope), in cui possiamo notare nel dicembre 2019, la perdita della luminosità sopratutto nella parte in basso della stella, ma anche una variazione circa la sua forma.

Come tutte quante le supergiganti rosse, anche Betelgeuse prima o poi si trasformerà in una Supernova, un evento che astronomi ed appassionati di tutto il mondo sperano vivamente di poter osservare nel futuro più prossimo, considerando che dopo l’esplosione la sua luminosità apparirà più o meno come quella della Luna ed inoltre sarebbe osservabile anche di giorno.
Secondo gli scienziati Betelgeuse potrebbe esplodere in un arco di tempo che va da oggi ai prossimi 100 mila anni ma non credono che ciò possa accadere ora, senza però escludere a priori possibili sorprese in quanto la nostra conoscenza sulle supergiganti rosse rimane ancora incompleta.

Sotto una foto del confronto tra un’immagine di Gennaio 2019 (sinistra) e Dicembre 2019 (destra) eseguita dal VLT.

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Questa bellissima foto scattata dal nostro astrofilo Mattia Ciccola il 29 gennaio 2020 rappresenta la nebulosa di Orione (conosciuta anche come M42 o NGC 1976), una delle nebulose diffuse più luminose del cielo notturno tanto che la sua posizione è riconoscibile ad occhio nudo anche da cieli suburbani, appena sotto la cosiddetta cintura di Orione.

La Nebulosa di Orione è situata ad una distanza di circa 1300 anni luce dalla Terra e si estende per circa 24 anni luce.
È sicuramente uno degli oggetti di astrofotografia più ambiti dagli astrofotografi, con le sue strutture filamentose, polveri oscure e nubi di gas create da onde d’urto in cui il materiale espulso a velocità molto elevata si scontra con il gas presente nelle vicinanze che si muove in maniera più lenta, formando questa spettacolare finestra di cielo.

La foto è stata scattata presso il nostro osservatorio astronomico ed è il risultato di circa 2 ore e mezza di esposizione, effettuata con una Canon EOS 550D modificata, un telescopio SkyWatcher Newton 130/650 su EQ6 guidata.

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Tanti Auguri di un sereno Natale e felice Anno ... Cieli sereni

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Gepostet von ALPHA GEMINI am Montag, 23. Dezember 2019